Le sorgenti
Le acque termali di San Casciano erano certamente in gran considerazione presso gli antichi, come testimoniano gli autori dei trattati sulle terme che si sono succeduti nei secoli, e come confermano gli studi contemporanei. Del resto le testimonianze archeologiche lo confermano, anche se dobbiamo per lo più affidarci alle memorie dei nostri avi per la mancanza di ricerche ai nostri giorni. Come tutti i luoghi termali anche San Casciano affrontò il periodo di decadenza dell’Alto Medioevo, subendo una drastica riduzione demografica ed urbanistica. Ma a differenza di altre località restò saldamente ancorato alla sua identità, conservando sia importanti resti delle strutture termali antiche, sia la memoria dell’uso delle acque se si pensa che nei documenti del X secolo troviamo il toponimo “ad balneo”. E’ logico quindi che alla ripresa della pratica delle cure idroterapiche del XIII secolo si venga a trovare in una posizione di primo piano nell’ambito termale italiano. Ai suoi “molti bagni” Ugolino da Montecatini dedicò un’ampio spazio nel suo “Tractatus de Balneis” (1417)
Dalla legge sulle attribuzioni all’Operaio delli Buttini, Fonti e Bagni del 1590 si rileva che San Casciano e San Filippo sono i Bagni principale dello Stato di Siena e quindi come tali devono essere visitati tre volte l’anno (gli altri solo due).
La vera ripresa del termalismo sancascianese si ha nel XVII secolo e per tutto il successivo. In questo periodo la nostra cittadina è meta dei soggiorni della nobiltà italiana ed europea. Gli illustri bagnajoli sono ospitati nelle case dei sancascianesi, e si trattengono per almeno due settimane, il ciclo minino di cure indicato dalle pratiche terapeutiche dell’epoca.
Il XIX si apre con una ventata di novità in campo termale proveniente da Francia e Germania, è la stagione dei grandi stabilimenti termali, autosufficienti e con tutti i comfort, adatti all’emergente borghesia industriale. San Casciano non riesce ad adeguarsi e quindi ben presto viene tagliato fuori dal grande giro delle terme italiane.
LE PRINCIPALI SORGENTI
BAGNO DELLA FICONCELLA
E’ da sempre la sorgente più importante di tutto il complesso termale sancascianese. Di essa lo Schiavetti (1583) scrisse ... Bagno et acqua veramente miracolose, e di tanto gran nome, che vi concorrono fino all’Oltramontani, et ardirò di dire, che se questo bagno fusse tenuto in quel modo che meritano le sue esperienze, si potrebbe dire che in Italia, nè forse fuora d’Italia si trovasse un simil bagno. Compresa, insieme alle sorgenti di Santa Maria e San Giorgio, all’interno dell’impianto termale più grande di San Casciano fu valorizzata dal Granduca Ferdinando I con l’erezione del Portico che ancora oggi adorna lo stabilimento.
BAGNO GRANDE
Il Bagno Grande così di volgar nome, per il gorgo, ò fluenza d’acqua che in esso sorge in mille zampilli, con bolle, che si elevano alla superfice, frangendovisi con vaga vista, è un fonte d’Acqua chiara, e limpida, la cui caldezza è in grado assai eminente, sì come al Tatto vero giudice delle qualità prime si sente (Ghezzi, 1617). Come dice eloquentemente il nome, è la sorgente più copiosa delle 43 del complesso termale sancascianese. Fino alla prima metà del XIX secolo era ornata con un bel portico e dotata di apposite stanze dove potevano essere praticate le numerose terapie applicate alle molteplici proprietà curative di quest’acqua, l’acqua scendeva nella vasca dalle bocche di due teste di leone scolpite su una delle pareti.
BAGNO BOSSOLO
Chiamato dagli antichi anche Bagno Bosso o Buxo, si trova vicino al Bagno Grande. La sua acqua è fra le più tiepide di quelle sancascianesi, di essa il Ghezzi dice che ... è un liquore che per ogni parte, che si considera con giusta ragione si può chiamar Angelico. Ancora oggi è ornato dal suo portico, ma è scomparsa la statua di Apollo dalla quale sgorgava l’acqua. Caratteristica di questa sorgente era la proprietà curativa delle scottature, immergendo la parte bruciata l’efficacia era tale che non rimanevano cicatrici.
DOCCIA DELLA TESTA
immagini tratte dal trattato "De Bagni di S. Casciano" di Giovanni Bottarelli (1688)
Era una delle più rinomate e frequentate sorgenti sancascianesi. All’interno dello stabilimento si praticavano le complicate doccie alle varie parti del corpo.Prima di potersi docciare il bagnaiolo doveva radersi i capelli ed applicare sulla testa ... polveri capitali. La durata dell’applicazione era variabile e cessava quando il paziente sentiva ... esser penetrata la caldezza all’interno della testa. Man mano che la cura procedeva veniva aumentata l’altezza da cui veniva fatta cadere l’acqua, in quanto l’efficacia della cura era proporzionale alla forza con la quale l’acqua picchiava sulla testa.
Le altre sorgenti maggiormente utilizzate, ma meno dotate dal punto di vista architettonico e funzionale erano:i bagni di Santa Maria, di San Giorgio, del Loto, della Caldagna, dei Fraticelli, del Sasso, della Piscina.